Il Vesuvio, Storia e Tradizioni
Il Vesuvio è l’unico vulcano attivo nel continente europeo se si escludono le isole.
Con i suoi 1281 metri di altezza domina il golfo di Napoli ed è elemento caratterizzante di ogni veduta della città partenopea.
Il Vesuvio ha una storia millenaria ed è uno dei vulcani più interessanti e studiati al mondo; basti pensare alle numerose leggende e racconti antichi e moderni, alle rappresentazioni pittoriche che lo hanno come soggetto e al continuo e sistematico monitoraggio della sua attività.
Il Vesuvio è un esempio di vulcano a recinto costituito da un cono esterno tronco, il monte Somma che, con i suoi 1133 metri di altezza rappresenta la parte più antica, al cui interno si trova un cono più piccolo: il Gran Cono e Vesuvio, altro 1281 metri.
Oggi, dopo l’ultima eruzione del Marzo 1944, il diametro alla base è di circa 15 Km ed il cratere del Vesuvio, profondo circa 230 metri, ha una forma leggermente ellittica con il diametro massimo e minimo rispettivamente di 650 e 550 metri.
Durante la sua storia millenaria, infatti, il vulcano ha subito cambiamenti del diametro, dell’altezza e della stessa forma (cambiamenti geomorfologici) a causa delle diverse eruzioni, oltre a cambiamenti florofaunistici del mondo vegetale e animale ed antropici, riferiti cioè alle attività dell’uomo.
Le eruzioni del Vesuvio possono dividersi in 3 gruppi:
- Eruzioni essenzialmente effusive con colate di lava
- Eruzioni essenzialmente esplosive
- Eruzioni plinarie esplosive, le più violente e pericolose con formazione di colonne eruttive di gas, pomici e ceneri che raggiungono decine di chilometri di altezza.
Ecco un riepilogo dell’attività eruttiva del Vesuvio distinta dagli studiosi in tre periodi:
- dalle origini all’eruzione del 79 d.C.
- dall’eruzione del 79 d.C. a quella del 1631
- dall’eruzione del 1621 a quella del 1944
Due importanti episodi vulcanici si ebbero tra il 6000 ed il 3000 a.C. e tra il 3000 a.C. e l’inizio dell’era cristiana.
Dopo un lungo periodo di riposo l’attività vulcanica riprese manifestandosi con una serie di terremoti, il più forte dei quali, il 5 febbraio del 62 d.C., distrusse i templi di Giove e di Apollo a Pompei e fece danni anche ad Ercolano e Napoli.
Questo episodio fu descritto da Seneca nelle Naturales Quaestiones.
Queste attività precedettero la terribile eruzione verificatasi il 24 agosto del 79 d.C. che in 24 ore distrusse e seppellì completamente Ercolano, Pompei e Stabia.
Plinio il Giovane nelle sue 2 lettere indirizzate a Tacito, testimonianza storica di fondamentale importanza, ha descritto quell’evento in cui trovò la morte suo zio Plinio il Vecchio.
Successive eruzioni si ebbero nel 202 d.C., la prima dopo quella del 79 d.C., nel 472 (in cui il popolo vide l’intervento risolutore di San Gennaro), nel 512, 685, 968, 1036 e nel 1139.
Cinque secoli dopo, nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre 1631, preceduta da numerosi terremoti nei mesi precedenti, si scatenò una violentissima eruzione esplosiva che distrusse la quasi totalità delle abitazioni che nei precedenti cinque secoli furono costruite ai piedi del Vesuvio.
In pochi giorni lava, cenere e lapilli distrussero Ercolano, Pompei, parte di Torre del Greco causando migliaia di morti.
Questa eruzione distrusse il cratere abbassandone la cima di 450 metri.
Prima dell’ultima eruzione, avvenuta nel marzo del 1944, si ebbero quelle del 1717, 1766-67, 1737, 1779, 1794, 1812, 1822, 1829, 1855, 1858, 1861, 1872 e 1906.
Nel 1845 venne inaugurato, a 608 metri di altezza, il celebre Osservatorio Vesuviano, la cui costruzione iniziò nel 1841 dopo che lo scienziato Macedonio Melloni riprese l’idea di Nicola Covelli e Teodoro Monticelli del 1823.
E’ del 6 guigno 1880 l’inaugurazione della prima funicolare che collegava il lato sud della base (a 800 metri) ed il cratere del Vesuvio (a 1180 metri): 2 carrozze su 2 “binari” tirate da cavi di acciaio.
E’ del primo aprile 1906 la più forte eruzione del XX secolo che provocò sul Gran Cono una profondissima voragine craterica mentre frammenti lavici, anche di un metro di spessore, piombarono sul territorio circostante: Boscotrecase, San Giuseppe Vesuviano ed Ottaviano furono pesantemente danneggiate. A questa pagina potrete leggere l’eruzione dell’8 Aprile 1906 raccontata da Matilde Serao.
L’ultima eruzione del Vesuvio avvenne nel marzo del 1944 con colate laviche che distrussero, tra l’altro, San Sebastiano e Massa, ceneri, esplosioni e forti terremoti.
Percorsi di lettura

L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che distrusse Ercolano e Pompei, è stata dettagliatamente descritta dalle celeberrime lettere di Plinio...

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