Storia di Napoli, Storia e Tradizioni
L’insegna di Napoli fu un bue a testa umana, sormontata da una fama che lo coronava: sulle monete v’era ancora al rovescio una partenope con un’ape.
Fu più antica l’impronta di Nettuno che simboleggiava un cavallo indomito.
L’attuale stemma consiste in uno scudo diviso orizzontalmente, la di cui parte superiore è d’oro, quella inferiore è rossa.
L’origine di questo scudo s’attribuisce all’occasione che entrando in Napoli Costantino, e sua madre s. Elena, la città per onorare ambedue li fece precedere da due stendardi o gonfaloni, uno di stoffa d’oro e l’altro di porpora.
Perciò l’imperatore volle che questi due colori avessero formato lo stemma della città.
E come vi furono dei Duchi di Napoli che vennero eletti anche Vescovi di Napoli allora, questi volendo onorare le armi col distintivo della dignità vescovile, aggiungevano allo scudo di Napoli, la mitra ed il pastorale.
Lo che ha fatto credere a qualche autore che la chiesa o il Capitolo di Napoli avesse avuto quest’insegna.
Con lo stabilimento della monarchia per opera di Ruggiero, cessarono i duchi di Napoli, che erano eletti dagli ottimati; e questo ordine prese il nome di Senato, e così su lo stemma della città furono segnate le lettere S. P. Q. N. o pure Ordo S. P. Q. N.
Nel tempi torbidi cagionati dalla rivolta di Masaniello, l’arma adottata fu lo scudo sopra detto senza le quattro lettere; ma con la sola P. (populus), ancora in alcuni edifici come nella chiesa di Costantinopoli sono taluni di questi stemmi.
Napoli per avere sempre aborrito l’eresia fu degna di meritare dai Pontefici Clemente VII e Paolo IV il titolo di fedelissima nel sedicesimo secolo.
Fin qui da “Della Città di Napoli dal tempo della sua fondazione sino al presente”, memorie storiche di Francesco Ceva Grimaldi, 1857.
Aggiungiamo, molto brevemente, che dal 1866 la corona ducale fu sostituita da una corona turrita, simbolo araldico di “volontà di libertà e di indipendenza municipale”; tale versione, dopo la parentesi del fascio littorio di epoca fascista, è quella che oggi viene utilizzata per rappresentare la città di Napoli.
Percorsi di lettura
118
Storiedinapoli non rappresenta una testata giornalistica in quanto è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può quindi considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Quest'opera è pubblicata, salvo ove specificato diversamente e per le opere di pubblico dominio, sotto una licenza Common Creatives
Idea e design: Roberto Vitolo - piattaforma ![]()