Storia della Camorra, Storia e Tradizioni
Da “La Camorra” di Marco Monnier (1863):
È giusto notare che la camorra non era per lo innanzi spregiata fra il popolo, e non lo è neppure oggi (1863).
Era rispettata e venerata nei tempi nei quali non riconoscevasi altro diritto. Rispettata e, fino ad un certo punto, rispettava sè stessa.
Non ammetteva nel suo seno che uomini relativamente onesti, vale a dire vagabondi, fannulloni dotati di una certa fierezza.
Fui assicurato che in passato, ma son lontani assai quei tempi, i ladri ne erano esclusi.
Per farne parte, era mestieri appartenere ad una famiglia onorevole, vale a dire non aver moglie o sorelle, che si dessero pubblicamente alla prostituzione; inoltre occorreva fornire prove di moralità, cioè di non essere stato convinto di delitti contro natura.
Per ultimo era necessario non appartenere in guisa alcuna alla polizia o alla marina militare: un’esclusione rigorosa colpiva tutti gli sbirri e perfino i gendarmi congedati.
Ora tutte queste condizioni, le prime almeno, non sono più richieste.
Ma la condizione essenziale lo è con maggior rigore che per lo innanzi.
Per divenire picciotto di sgarro l’aspirante ha da subire prova di devozione e di coraggio: ha da mostrare che sa conservare un segreto, e che non teme il coltello.
Percorsi di lettura

Da "La Camorra" di Marco Monnier (1863): Il picciotto subiva un noviziato di due, tre e talvolta di sei e otto anni, durante i quali...

Affidiamoci alle parole di Marco Monnier che in La Camorra" del 1863 analizza i vari aspetti del fenomeno: Si narra eziandio come ne'...

Marco Monnier nel suo scritto "La Camorra" del 1863 ci parla del Picciotto: Picciotto è un diminutivo, che press' a poco risponde alla...
144
Storiedinapoli non rappresenta una testata giornalistica in quanto è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può quindi considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Quest'opera è pubblicata, salvo ove specificato diversamente e per le opere di pubblico dominio, sotto una licenza Common Creatives
Idea e design: Roberto Vitolo - piattaforma ![]()