Dell’Antichità di Napoli

Storia di Napoli, Storia e Tradizioni

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Dal “Descrittione dei Luoghi antichi di Napoli e del suo amenissimo distretto”, primo tentativo storico di “fermare” l’immagine di Napoli capitale ad opera di Benedetto Di Falco, poeta e grammatico napoletano del ‘600, una breve descrizione dell’origine di Napoli.

…il qual dice ch’al dolce loco pieno de delitie, dove era la città vecchia…

Siede felicemente la nostra bella, nobile e regal città tra Miseno e ‘l capo di Massa, in quel tranquillo seno di mare, il quale Strabone chiamò Cratero (Geografia ndr), cioè fatto dalla natura a modo d’una tazza, la qual grecamente si nomina Crater, il qual s’ingirlanda di vaghe isole e bei colli a guisa d’uno amphitheatro, dove le chiare e spumose onde, murmurando soavemente, mareggiano; da saggi architetti situata sotto il bel colle di Posilipo, acciò fosse difesa dal strepitoso e freddissimo vento di tramontana, fatta quasi in triangolo d’uno amplo circuito, riguardata dalla piú bella, e temperata parte del cielo.

E fu edificata dalli Calcidensi, che furono gli antichi uomini di Negroponte, nel colle dove giace la chiesa di Santo Anello e dove è il venerabil monasterio delle vergini donne consecrate a Santa Patricia, dove oggidí si veggono le meravigliose mura antiche della vecchia Partenope.

Qual loco si chiama da noi la Montagna, dove è il Seggio, ritenendo il vecchio nome del colle dove fu edificata la città e dove fu sepelita la Partenope Sirena, da cui ricevette il suo nome, secondo che scrivono Plinio e Solino; avegna che Eustachio, interprete d’Omero, scriva che la città Partenope sia detta da una donna non favolosa, ma vera, chiamata Partenope, la quale condusse da Cuma nuovi abitatori in Napoli; a cui consente il Pontano, che dice tal donna chiamata Partenope aver signoreggiata la stessa parte antica del colle che sta dirimpetto a Surrento.

Ma io son del parere e opinione di un solo Plinio, il qual dice dalla Sirena chiamarsi Partenope, non dando credito alle croniche che sono scritture delle femine, nelle quali è scritto Partenope quasi partae novae opes.

Dico dunque Partenope esser stata Palepolis, cioè Napoli vecchia, situata nel colle qual noi chiamiamo la Montagna, lungi dal mare a quattrocento passi, come scrive il Pontano, il qual dice ch’al dolce loco pieno de delitie, dove era la città vecchia, di tempo in tempo navigando vennero gli uomini da Rodo e altri da Calcidia, cioè da Negroponte, a quel tempo che erano potenti di ricchezze, e a poco a poco aumentarono la città vecchia.

Venuti di continuo nove genti per il commodo ricetto e securissimo porto per le navi, e così edificosse una nova città, non potuti capere nella picciola vecchia città, laonde chiamosse Neapolis, cioè città nova e furono due cittadi e uno popolo come scrive Livio:
Palepolis fuit haud procul inde ubi nunc Neapolis est.

Cioè: “ka città vecchia non era lontana, donde è ora Napoli”.

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