Pubblicato il 5 febbraio 2008Diffondi questa pubblicazione:
Vi posto un’immagine, una foto che ho scattato qualche giorno fa in giro mentre ero in auto, vicino casa mia. Potete ingrandirla con un click se vi và.
Ne vogliamo parlare? Parliamone.
Negli anni ho via via sempre più creduto che ogni buon napoletano abbia “appiccicato” dietro la schiena o peggio in fronte un buon numero di “etichette”; viaggiando e vivendo da qualche anno al di fuori della Campania ho rafforzato questa (mia) convinzione.
Il napoletano è figlio del sole, nonostante possa essere figlio di qualcos’altro; il napoletano è furbo ovvero il più furbo dei furbi; è pulcinella oppure pino daniele, e se non è ladro al limite è camorrista e se non è pizza è mandolino.
Ultimamente però un’etichetta “sbrilluccica” più delle altre; un etichetta di plastica che puzza di discarica e diossina: il napoletano è sporco, anzi il napoletano, per natura per indole, abbandona i sacchetti di immondizia in giro per le strade, per le campagne, nel mare e nei boschi.
Nessun napoletano ha mai fatto e mai farà la raccolta differenziata. Si crede.
Ad essere oggettivi l’ultima etichetta, per carità, sembra essere stata “guadagnata sul campo”: tutto il mondo sa della situazione rifiuti e delle relative emergenze della Campania; giornali, radio, tv, web di tutto il mondo hanno veicolato ,in ogni parte del pianeta in maniera dettagliatissima, foto e video di montagne di rifiuti, di discariche colme e abusive (anzi prima abusive e non in regola e poi colme), di manifestazioni e scontri, di incendi e di fumi di diossina e altro.
Ma credo che non tutti i musulmani siano fondamentalisti attentatori, non tutti gli albanesi siano ladri e non tutti i romeni siano assassini.
E così credo, anzi ne sono convinto, essendo partenopeo, che non tutti i napoletani abbiano appiccicate per natura ognuna di queste etichette.
Figuriamoci se ogni cesso lasciato in giro in Italia sia da imputarsi ad un napoletano!
Ah per dovere di cronaca: il cartello non c’è più da diversi giorni ormai; qualcuno avrà provveduto a riporlo nei contenitori per il riciclaggio del legno ;-)
E poi dicono che i napoletani non riciclano…
Independent Creative Director di Napoli specializzato in Interactive Communication e Brand Identity. Appassionato di fotografia.
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Ci sono già 4 commenti
Io provo a dare la mia interpretazione..
Un giorno un signore alquanto barboro in preda ai suoi bisogni si accomodò tranquillamente come se niente fosse sul cesso in questione.
Da lì a poco passò un napoletano che vedendo la squallida situazione pensò bene di rimediare cacciandolo con “schiaffune a tempesta” impartendogli una lezione di senso di civiltà.
Il malcapitato il giorno seguente pensò bene di scrivere quel cartello per allertare i futuri incivili!!!
UN SALUTO A BOBBE’
io penso che il sanitario in questione rappresenti L’ITALIA OGGI
la mia mamma era napoletana, dei quartieri,era analfabeta, non scriveva neanche il suo nome , il suo nome era Anna e faceva la raccolta differenziata.:-)
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Ahahaha bello scatto!
Scusa ma per curiosità… ma dove stai ora?