La relatività dei valori

di Massimo Caruso videoclip Pubblicato il 24 gennaio 2011
in: Riflessioni
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Recentemente mi è capitato di imbattermi in rete in un videoclip musicale di una cantante “neomelodica” (definizione oramai obsoleta e volutamente imprecisa per un genere musicale che spopola in certi ambienti napoletani, e non solo), video che gira regolarmente nei circuiti delle televisioni locali.

Il mio amico camorrista (Video)

Chi apprezza il genere non può non conoscere l’ambiente sociale dove riscuote maggiormente successo.

Sarà sociologia spicciola, ma ritengo che una società, per crescere sana, debba essere inondata di valori ed esempi positivi.
Beninteso, esistono valori oggettivi e soggettivi, ma il dubbio viene quando questi vengono propagandati ed esaltati per scopi loschi e per esaltare il malaffare che circonda certi ambienti, quel malaffare che è responsabile del degrado di Napoli, con la pretesa e la faccia tosta di voler rappresentare la città, oscurando il lavoro e l’opera dei napoletani onesti.

Tale Lisa Castaldi esalta l’omertà, la generosità, la bontà dei boss della camorra, la loro ingiudicabilità di fronte alla giustizia terrena, ma non a quella della camorra, la unica vera giustizia possibile, quella eseguita con le minacce e le pistolettate, unica scelta possibile per chi vive in certi ambienti.

Messaggi di questo tipo sono un vero e proprio colpo al cuore della Napoli che stenta a sopravivvere di fronte alle prepotenze quotidiane della camorra, la camorra che ha consumato le forze positive della città e fatto fuggire ogni speranza di rinascita.

La verità è che la produzione di certe canzoni è possibile proprio ai soldi che la camorra investe (e pulisce) per propagandare il boss del proprio clan, coltivare il consenso, oltre a ribadire che la unica legge è la propria, intimidendo chi la pensa in maniera diversa.

Come dire, Uomo avvisato, mezzo salvato….

L’amarezza, acuita anche da altri avvenimenti “nazionali” deriva dal fatto che ormai è tutto relativo: valori, dignità, neanche più la camorra è giudicabile.

Napoli ha bisogno di questo?

Massimo Caruso

Sviluppatore Web professionista, si occupa anche di Docenza in procedure informatiche. Attualmente è impegnato come Team Leader e Coordinatore di un gruppo di sviluppo presso una multinazionale a Milano. Esperto di Accessiblità ed Usabilità collabora nella stesura di articoli tecnici in numerosi blog, oltre a Storie di Napoli.

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