Pubblicato il 11 novembre 2008Diffondi questa pubblicazione:
L’ennesima storia di Napoli da raccontare riguarda tutti quelli che a Napoli non ci vivono più: sono quelli che si sono trasferiti per lavoro, per necessità oppure per scelta, per approfittare di tutte quelle opportunità che la nostra città non riesce ad offire.
Non sono pochi questi ultimi.
Mi trovo da oltre un mese “altrove” per non pentirmi poi di occasioni mancate, di treni persi e di esperienze che mai sarebbero possibili nella capitale dell’arrangiarsi, dove tutti se la cavano, ma non ci si riesce a confrontare col mondo con professionalità.
Una delle domande che mi fanno più spesso è se mi sono trasferito e, puntualmente, non riesco a rispondere con sicurezza.
Una risposta che sono riuscito a dare una volta è che sicuramente mi sono trasferito DA Napoli…
Tag: Emigrazione
Sviluppatore Web professionista, si occupa anche di Docenza in procedure informatiche. Attualmente è impegnato come Team Leader e Coordinatore di un gruppo di sviluppo presso una multinazionale a Milano. Esperto di Accessiblità ed Usabilità collabora nella stesura di articoli tecnici in numerosi blog, oltre a Storie di Napoli.
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Ci sono già 5 commenti
Ciao, anch’io capisco il tuo disagio.
Io sono di Via chiaia, mio padre e notaio (nello studio di famiglia) e mia madre lavora nel pubblico ed in politica come dirigente. Ho fatto un master di 6 mesi fuori napoli, tanti disagi, diavolo !! hai ragione!
Io però, grazie alla mia forte volontà ed alle mie capacità sono ritornato a Napoli e lavorerò nello studio di mio padre.
Per me Napoli è ok. C’è tanta professionalità, sviluppo; innovazione e crescita sono al Top. Non capisco il tuo punto di vista, francamente. Ti auguro di superare le difficoltà di emigrante e ti consiglio un Master che ti permetterà di trovare un ottimo lavoro nela nostra splendida e avanzata Napoli.
Cordialmente,
Checco
Il SOLE Dentro
Ciao sono uno di quei tanti napoletani che si e battuto per tornare “in Patria”, ma una volta mi e capitato di sentire un capocantiere(che puntualmente incontravo al binario 12 della Stazione Centrale e che incontravo quando rientravo a lavoro a Bologna) dire ad un suo collega che si lamentava.
meglio avere il Sole intesta e la Neve in tasca, ho avere la Neve in testa e il Sole in Tasca.
Morale quello che e sempre mancato qui (perche cosi gli fa comodo) e il Sole della crescità.
Post scriptum
Caro Checco no tutti abbiamo un Padre notaio, non tutti ci possiamo permettere dei Master
Ciao Massi,
leggo le tue parole e mi vengono in mente i tanti volti qui al Nord dei giovani campani che per necessità lavorative si sono trasferiti nella ricca Milano o nella verde Brianza (a tratti velenosa come cantava Battisti…e non solo per lo smog). Tra i tanti ho avuto la fortuna di conoscere mia moglie di Avellino anche lei fuggita in cerca di un’occupazione. Dopo 4 anni di vita insieme abbiamo avuto la fortuna di trovare un lavoro in Campania e tra qualche mese vivremo insieme una nuova avventura in Irpinia. Per me totalmente nuova da ogni punto di vista…Parto verso Sud con tanto entusiasmo e voglia di mettermi in gioco non solo lavorativamente parlando ma cercando di vivere questa nuova realtà con ottimismo per la mia famiglia. Forse meno ricchi, ma alla ricerca di quei valori che una società come quella settentrionale sta perdendo ogni giorno di più…cosa ne pensate? Mi piacerebbe leggere le vostre opinioni in merito, i vostri consigli, i vostri pensieri…
Ciao Marctiell
Innanzitutto in bocca al lupo per la nuova avventura che ti appresti a vivere con la tua compagna.
L’irpinia è niente male anzi ci si vive bene, ma che ti devo dire bastano solo 50 km di distanza da Napoli per vivere bene.
Sai se avessi detto che ritornavi a Napoli ti avrei risposto come la poliziotta nel film Benvenuti al Sud, ma vai in irpinia e ti garantisco che nolti colleghi miei si stanno trasferendo la questo stà a significare che: le cose quà non stanno bene.
Paolo
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Ti capisco. Fa davvero male dover abbandonare la propria città. Io fortunatamente sono riuscito a tornare nella mia Velletri.
ciao