Pubblicato il 18 giugno 2008Diffondi questa pubblicazione:
Uno dei fenomeni che blocca lo sviluppo del sud italia e di Napoli è l’enorme influenza della criminalità organizzata sull’economia.
Parole come racket, estorsione e pizzo sono di uso comune e sembrano gli elementi primari coi quali una persona che vuole fare impresa a Napoli deve temere o almeno tenerne conto.
Il fenomeno criminale del pizzo colpisce le realtà economiche in varie maniere:
e tanti altri piccoli obblighi che hanno fatto di Napoli una delle città con il costo dei prodotti e dei servizi molto alto, quasi a voler giustificare la sovratassa che un imprenditore deve sostenere per “non avere problemi“.
Ma è sempre così?
Conosco tante persone che hanno attività commerciali, io stesso in passato ne ho avuta una, e, nella quasi totalità dei casi, nessuno mi ha mai confidato nè tantomeno ammesso di pagare un qualsiasi contributo illegale che potesse annoverarsi come pizzo.
Ho chiesto in giro, e ho notato, con sorpresa, che esistono zone franche, quartieri o strade dove ad un semplice tentativo di richiesta è stato detto no, o anche denunciato il tentativo e poi l’attività ha potuto continuare senza problemi di ulteriori richieste.
Queste zone sono quelle che non sembrano sotto influenza di alcun clan forte, o anche di nessuno perchè decimato dagli arresti, dagli omicidi o tanto debole da non incutere timore presso i commercianti della zona.
Spesso basta alzare un pò la voce, minacciare di denunciare, dire che “io conosco quello” e il malvivente di turno non si fa più vedere.
Questo potrebbe dimostrare che dire no al racket è a volte più facile di quello che sembra, meno temerario di come possa fare pensare, la denuncia un gesto normale e non un atto eroico.
La questione è altamente complessa, proveremo ad analizzarla in più tempi, però voglio proporre un esperimento di pura informazione, cioè raccogliere nei commenti testimonianze di episodi di racket, diretta o sentita da qualcuno, in forma anonima o meno, allo scopo di abbozzare una mappa del pizzo di Napoli e la sua provincia.
La strada, il quartiere o la zona, la forma di pagamento, la cifra, il clan dominante e altre testimonianze che possano aiutare a creare la mappa e provare a sfatare il luogo comune del “tutti pagano” e “nessuna speranza” e ridare fiducia alla debole economia cittadina.
Tag: Camorra, estorsione, pizzo, racket
Sviluppatore Web professionista, si occupa anche di Docenza in procedure informatiche. Attualmente è impegnato come Team Leader e Coordinatore di un gruppo di sviluppo presso una multinazionale a Milano. Esperto di Accessiblità ed Usabilità collabora nella stesura di articoli tecnici in numerosi blog, oltre a Storie di Napoli.
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Mi sto interessando molto sull’argomento. Ho visto la buia napoli dal finestrino dell’auto aziendale. tTroppo timore di furti e malavita per fermarmi a dormire. Stradine strette e buie dove le auto non permettono a uno del nord come me di muoversi in sicurezza. Ci andrò in treno con il minimo indispensabile. Ho parlato con molti e mi hanno confermato questo “pagano tutti”. Non mi sembra possibile. può essere così organizzato e blindato un raket da controllare un’intera città? Forse si. Probabilmente i quartieri commercialmente buoni. Ammetto che fa paura pensare di trovarsi in un luogo dove la legge difficilmente riesce a tutelarti (non credo molto nelle alte potenzialità intellettuali ed operative dell’arma) e proteggerti. Fra persone che parlano un dialetto stretto come i vicoli in cui vivono. Non è facile schivare pregiudizi su questo prezioso popolo che sembra sempre pronto a fregarti non voglio crederci perchè non è vero. Come non mi sembra vero che tutti paghino il pizzo senza pensare di organizzarsi contro l’abuso. Non conosco ancora questa realtà e per ora la chiudo qua.