Le barricate di ieri e quelle di oggi

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Ieri era il Settembre del 1943, oggi è Maggio 2008.

Ieri era il dopo armistizio che vide i napoletani, rimasti in città, più o meno organizzati per opporsi alle autorità tedesche che avevano iniziato una caccia all’uomo ed una sistematica distruzione di fabbriche e del porto stesso.

Oggi è l’ennesimo segnale dell’esasperazione cittadina contro l’infinita emergenza rifiuti a Napoli e provincia; in periferia così come in centro, gruppi di cittadini riversano in strada la spazzatura e rovesciano cassonetti con il preciso intento di bloccare il traffico.

Ieri, l’episodio dell’esecuzione di un giovane marinaio sulle scale della sede centrale dell’Università al Rettifilo, a cui migliaia di cittadini furono costretti ad assistere dalle truppe tedesche, assieme ai precedenti e successivi episodi di esecuzioni indiscriminate, rastrellamenti di civili e saccheggi, fece scattare e materializzare il desiderio di liberarsi dell’oppressore.

Oggi la rabbia popolare per il protrarsi della grave situazioni rifiuti ha fatto scattare e materializzare il desiderio di ricorrere alla guerriglia urbana: centinaia di roghi nella sola notte del 16 Maggio, decine di cassonetti rovesciati dalla gente imbestialita per bloccare il transito delle auto e successivi scontri con vigili del fuoco e polizia.

Ieri il 27, 28, 29 e 30 Settembre furono le Quattro Giornate di lotta che il popolo napoletano intraprese contro i Tedeschi.
Vomero, Capodimonte, Porta Capuana, Montecalvario, Chiaia, Capodichino. Per quattro giorni i napoletani imbracciarono le armi, eressero barricate, misero a segno agguati costringendo le truppe tedesche alla resa e alla fuga.

Oggi la guerriglia urbana fatta di centinaia di roghi, di barricate di cassonetti rovesciati e rifiuti, di scontri con i vigili del fuoco e con la polizia, di aggressioni agli operatori di troupe della Rai.
Questo succede in periferia, a Chiaiano contro la megadiscarica e a Secondigliano, ma anche in zone centralissime e, addirittura, residenziali come la Riviera di Chiaia ed il Vomero.

Ieri i risultati ottenuti furono molteplici: le Quattro giornate di Napoli impedirono che i tedeschi potessero organizzare una resistenza in città e che attuassero il piano di deportazione di massa messo a punto da Sholl; ed impedirono il disegno di Hitler che aveva ordinato che Napoli fosse ridotta “in cenere e fango” prima della ritirata.

Ed oggi?

L’immagine è tratta dal sito ANPI

20Mag 2008

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