Accade di trovarsi lontano dal luogo di nascita, vuoi per lavoro, vuoi per vacanza o solo per una breve escursione. E magari accade di intrattenersi con persone sconosciute in un dialogo nato così per caso, per una domanda, per un incontro fortutito, per un evento o quel che volete.
Ebbene, dopo l’ennesimo episodio in cui durante uno di questi dialoghi puntualmente c’è qualcuno che rivolgendosi a me chiede: “Davvero sei di Napoli? Non l’avrei mai detto!… Ma no dai davvero, di dove sei?” ho incominciato a credere di appartenere al non ben specificato gruppo “napoletano atipico”…
Finchè… finchè proprio qualche sera fa mi imbatto in un libro di poesie napoletane, poesie dedicate alla città di Napoli: ITE, NAPOLI EST (Na Messa pe’ Napule) di Raffaele Pisani.
In questo volume, oltre alle splendide poesie, ho trovato un foglio: ‘E Diece Cummandamente.
Uno dei comandamenti dice:
‘O mariuncello, ‘o pataccaro, ‘o pezzente, ‘o cammurrista, l’usuraio, ‘o vascio fatto a abitazione cu nu cuofeno ‘e gente dinto, ‘o strascinafacenne, nun hanna significà Napule.
Ed aggiungerei pure: il maleducato, il prepotente, il furbo, l’incivile, l’immondizia… anche queste non devono “significare” Napoli.
E ora, per fare cosa giusta, vi riporto integralmente il testo dei dieci comandamenti:
Dio aveva criato Napule tale e quale ‘o Paraviso: l’avimmo ‘nchiavecata: ognuno ‘e nuie ci’ha miso ‘o ssuio.
Basta davvero poco per continuare ad essere Napoletani.
27Set 2009
Tag: comandamenti | poesie
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Come ti capisco…
Mi ricordo che quando vivevo a Milano alcuni colleghi di lavoro che avevano avuto la bontà di conoscermi dicevano di me: “E’ un bravo ragazzo, peccato che sia napoletano”, come se essere napoletani sia un handicap…
Comunque noi napoletani “per bene” (e non “atipici” !) dobbiamo fare in modo che gli “altri” sappiano che non esiste solo il luogo comune del napoletano descritto nel testo sopra citato.
E’ un dovere che abbiamo verso la nostra amata città.
Sento il dovere di ringraziare ROBERTO VITOLO per avermi ricordato “na messa pe’ Napoli”di Raffaele Pisani e le sue poesie che fotografano comportamenti , emozioni, scenari soliti e insoliti che non intendono creare “un genere” ma che combattono quella caricaturale caratterizzazione di cui molti di noi(napoletani)amano vestirsi. MONSIGNOR PERRELLI
E’come un dovere ma è anche un’intima necessità.
E’un’educata ribellione contro, appunto, il luogo comune, l’etichetta, la caricatura folkloristica dell’essere, presa ad elemento distintivo di un’intera popolazione.
Davvero lieto di rileggervi su queste pagine!
Egregio Roberto Vitolo, desidero ringraziarla perle belle cose che scrive per le mie poesie. Desidererei anche inviarLe in dono qualche mia recente pubblicazione. L’ultima è “METTITEVE SCUORNO” il mio grido di dolore per tutto il male che gentesciagurata hafattoallanostraadorata Napoli. C’è una bellalettera-prefazione del ProcuratoreGenerale della Repubblica di Napoli, Vincenzo Galgano. Sia gentile di comunicarmi dove indirizzare il plico.
Cari saluti. Raffaele Pisani
Gent.mo Dott. Pisani,
tanta la meraviglia e la gioia di leggere un Suo intervento su queste pagine! Con immensa gioia accolgo la Sua proposta: come potrei fare diversamente? Le ho scritto alla email che mi ha segnalato.
Un abbraccio sincero. Roberto Vitolo.